
Stasera è così che sto.
Con questa trave infissa nel cuore. E queste lacrime pesanti che non scendono e che conserverò sotto il cuscino.
Stasera non lo so che ho.
Ma so che sono fin troppo brava a picchiarmi il cuore da sola.
A stringermelo tra le unghia e spolparlo tra i denti fino a ridurlo in brandelli vermigli..
Di questa sera mi rimangono poche precise parole dipinte nel vetro umido di una ceres dall’etichetta slavata e martoriata dai miei silenzi.
E bevuta lentamente, ormai calda, per paura che finisse troppo in fretta.
Stasera insieme alle tue labbra avrei voluto baciare anche i tuoi sogni. Uno ad uno.
E accarezzare le corde della tua chitarra come accarezzerei ancora le tue mani.
Io sarò sempre in prima fila, li per te, ad ascoltarti.

Tu e io su quel treno, perfetti sconosciuti, anzi no. Tu mi conoscevi.
Tu.
Era il 28 Settembre.
Mare mosso. Sembrava che i riccioli di schiuma e di sale volessero scappare dall'orizzonte.
Ma c'era il sole, almeno.
Era il mio compleanno ma tu mica potevi saperlo.
Mare mosso. Anche io mossa. E i miei riccioli volevano fuggire, anche loro, come il mare.
Era il mio compleanno e io ero seduta lato finestrino, piedi scalzi sopra il mio zainone di fronte a me e le immagini che mi correvano accanto e io che correvo con i pensieri.
Pensavo all’estate appena trascorsa.
L’estate più confusa della mia vita.
Era il mio compleanno e io stavo andando a spegnere le candeline a
Il treno rallenta.
Mi sveglio un attimo dal torpore. Riordino immagini e pensieri.
<<Tusa. Stazione di Tusa>>.
Sbadiglio.
Inverto la posizione gambadestra su gambasinistra. Vorrei sgranchirmi le ossa.
Rumore di qualcuno che si alza e prende la valigia pronto a scendere.
Rumore sordo di qualcosa di ingombrante che sbatte.
Il treno si ferma.
Ti vedo qualche sedile davanti a me, prendere le tue cose, in una mano la chitarra nella custodia nera (ecco cosa ha sbattuto), nell’altra la valigia.
Ti guardo.
Mi guardi. << Ciao.>>
Cerco nel mio archivio di volti e di nomi, non ricordo di averti mai visto. Tu lo intuisci e mi togli dall’imbarazzo.
<<Mi chiamo A. eravamo insieme all’esame di Fisica 1 martedi, ricordi? Poi non me la sono sentita e non mi sono seduto all'esame. A te come è andata? Michela, giusto?>>
Io continuo a non ricordare e la tua espressione sembra capirlo perfettamente. <<Si, giusto. Certo…Fisica 1…ora ricordo…ma guarda…lasciamo stare va…ho fatto lo scritto, non so come è andata. Appena torno faccio l’orale e si vedrà.
<<Ma adesso dove stai andando?>>
<<Vado a Stromboli.>>
<<A lavorare?>>
<<No, no, così…per stare un po’ via.>>
<<Capito. Ehi, scappo che sennò il treno riparte. Ci si becca in facoltà allora. Buon viaggio!>>
<<Ciao.>>
E mi lanci un sorriso che non riesco a togliere dalla testa.
...
...
Nemmeno adesso
...
...
Mi chiedo quale sarà la prossima fermata e se, un giorno, sarai tu a non ricordare più il mio volto.

Piccoli
spazi

Aumentano
fino
a diventare
distanze.
Si portano via tutto

E a me non rimane che un’ombra.

(Rullo di tamburi)
….Tadààààà….
Spett.le Sig. X,
è con immenso piacere che La informo di averLa finalmente seppellita.
(…..attenda un attimo che controllo…non si sa mai…’azz…cos’è sta macchiolina qui sul mento…ah ok…solo un neo…tutto apposto allora. Non è rimasta più alcuna traccia, pelle pulita, cuore formattato, denti bianchi, mente sgombra, all right, Sig. X.
Come? Di chi è il merito? Se sono riuscita a seppellirLa?
Beh…molto mi ha aiutata quel Suo brutto muso da finto altruista e quella sua aria egocentrica da artista dei miei cavoletti di Bruxelles.
Poi il mio amor proprio.
E poi un angelo.
Ma queste sono cose che non si dicono.
Nemmeno agli angeli.
…Shhhhh…..

Mordimi l'anima

di un amore rosso fragola

e io ti coloro la vita
Niente...oggi ho avuto un impellente bisogno di intingere l'obiettivo dentro ai colori della cucina...le m&ms non c'erano...ho dovuto comprarle.
Gli esperti lo chiamano coloraptus. Passa presto con una buona dormita e niente alcool.
E' contagioso.
Per fortuna.

Non ho nulla, credimi. E' che magari ogni tanto mi piace essere lasciata un po' per i fatti miei. N.B.: Non ho detto "in pace". Semplicemente un po' da sola. Come queste converse viola buttate li in un angolo. Non ti sto allontanando, non mi sto allontanando.
Forse dovevo staccare un po'. Forse dovevo andare a Stromboli. Non mi sono presa il mio tempo. Lo faccio adesso.
Ma sono sempre io, quella di prima, ti ricordi? Con una laurea in tasca, mille idee danzanti in più ma lo zaino sempre pronto. Lo sai com'è...oggi domani un last minute.
Si è che mi manca Stromboli.
Si ma stavolta non ci vado da sola.
Stavolta tu vieni con me. Devo farti vedere un sacco di cose che non sai. Anche di me.
Ballavo la tua musica stasera.
Le corde che pizzicano e i tuoi occhi chiusi.
E sai che mi succede ?
E' una cosa del genere.....

E sai che c'è?
C'è che è bellissimo.

Sarà proprio per questo che "ti amo?"

Abbiamo lo stesso colore di pelle io e te
che se ti abbraccio perdo ogni confine di me.
Abbiamo le stesse parole negli occhi io e te
che posso anche buttarla a mare la mia scatola colma di lettere anonime.
Non serve raccontarmi.

Per il momento mi sto da piatto.

Non baciarmi mai gli occhi.
Se proprio vuoi farlo, fa in modo che io non me ne accorga.
Lo sai che mi succede quando mi baci gli occhi?
E’ qualcosa di così bello da diventare quasi insopportabile.
Quasi.
Come il tuo profumo.
Perché se mi baci gli occhi baci tutto il mio mondo.
E’ come se mi chiedessi di chiuderli perché mi stai prestando i tuoi.
Non baciarmi mai gli occhi.
Rischio di innamorarmi.